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Chissà perchè, ma quando ci troviamo in casa ci sono dei momenti in cui siamo assaliti da qualcosa che non sappiamo definire: un'inquietudine strana, una lieve malinconia, un'ansia di ricerca per trovare qualcosa di vago che ci aiuti ad allontanare quel senso sottile di angoscia che a volte ci pervade l'anima. Così, un pomeriggio, curiosando tra il solito mare di carte che immancabilmente si crea nei cassetti di casa, ho scovato delle foto e dei negativi risalenti al periodo della mia infanzia e della mia gioventù vissute a Luzzi, il paese in cui sono nato il 20 Luglio di un anno bello ma intriso di tutte le difficoltà derivanti dalla devastante guerra che si era conclusa pochi anni prima ovvero il 1948, paese che è sempre nel mio cuore, pur non abitandoci più da 25 anni. Vorrei sottolineare che fra tutte le foto ritrovate ve ne sono tante in cui non riconosco le persone fotografate. Trattandosi di foto appartenenti alla mia famiglia se ne deduce che ci dovesse essere un legame di parentela o di amicizia con queste persone, legame, però, a me sconosciuto. A mio modo di vedere, più sono lontani nel tempo i momenti immortalati dall'obiettivo di una fotocamera più è profonda e lancinante la nostalgia che ci assale nel rivederli, nel riviverli guardandoli. Fenomeno molto strano se si riflette sul fatto che, contrariamente a quanto viene comunemente sbandierato, l'infanzia non è quasi mai per nessuno solo felicità e spensieratezza. Per quel che mi riguarda, la mia infanzia, per certi versi bellissima, è stata segnata in particolare da un evento straziante per un bambino al punto che ne avevo seppellito il ricordo nel profondo della mia anima e solo pochi anni fa si sono verificate le circostanze che mi hanno portato a ricostruire l'accaduto. Le foto che risalgono al periodo vissuto nella sofferenza e nell'angoscia sono quelle che non hanno come sfondo Luzzi bensì la Liguria, in particolare le città di Imperia ed Genova. Come dicevo prima, nonostante gli episodi di sofferenza che quasi tutti abbiamo vissuto durante la nostra infanzia, quando ripensiamo a quegli anni sprofondiamo nella nostalgia e ci rendiamo conto che comunque sia andata la nostra anima è inzuppata del ricordo di quegli anni. E le foto mi catapultano immediatamente nel passato svelandomi che c'era sì la sofferenza ma c'era anche l'amore grande di un padre e di una madre, di un fratello e di due sorelle; c'era l'avventura e l'emozione di giochi pericolosi vissuti non in totale incoscienza ma con un sottile fremito di paura; c'erano la gioia e la spensieratezza delle nottate trascorse insieme agli amici, ormai divenuti ragazzi, seduti davanti alla Chiesa di San Francesco a discutere dei problemi del nostro paese, primo fra tutti la mancanza di lavoro, l'assoluta assenza di opportunità di svago e di divertimento, a parlare di politica, di ragazze e di ogni altra cosa; c'era il senso della solidarietà, c'era il sentire di tutti di appartenere ad una comunità. Così mi piace pensare che potrei far rivivere le stesse emozioni che ho provato io nel momento in cui ho ritrovato quelle vecchie foto tramite la pubblicazione su questo sito di fotografie non recenti possedute dai miei familiari e dai miei compaesani di Luzzi. Invito quindi chiunque sia in possesso di fotografie e avrebbe piacere a vederle pubblicate a mettersi in contatto con me in modo da far rivivere via web momenti di un passato testimone della grande ricchezza culturale ed umana di Luzzi. |
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