Tebe Lucana - Luzzi
Fenomeno dell'emigrazione a Luzzi

1930 - Luzzesi al porto di Rio de Janeiro
Associazione culturale "Insieme per Luzzi"
Vedi - Album fotografico
Luzzi
come il resto del Mezzogiorno fu pesantemente interessata al fenomeno
dell'emigrazione.
Dalla
fine dell'800 all'inizio del '900 le mete preferite dei nostri concittadini
furono: Brasile, Argentina, Venezuela, USA e Canada; mentre dalla seconda metà
degli anni '50 il fenomeno ha interessato i paesi dell'Europa centrale e
1'Italia settentrionale.
La
disoccupazione, la sottoccupazione e l' agricoltura abbandonata a se stessa
(esercitata con strumenti di lavoro inadeguati) possono essere considerate le
principali cause dell'emigrazione.
E'
con tanta amarezza che ricordiamo i primi anni '50, allorché la crisi economica
raggiunse livelli davvero impressionanti: non
Lo
sfruttamento della manodopera era paradossale: poche centinaia di lire
costituivano il minimo salario giornaliero.
Tanti
nostri coraggiosi concittadini, dunque, emigrarono per provvedere al
sostentamento delle proprie famiglie.
Nel
periodo che va dalla fine degli anni '50 alla metà degli anni '70 la Germania
fu la meta più ambita. La maggior parte dei protagonisti conservò la residenza
anagrafica; ciò rese meno rilevante il calo demografico del nostro comune.
Tuttavia
la crescita numerica della popolazione restò per molti anni ferma su
percentuali bassissime.
Alcuni
scelsero di non tornare più e abbandonarono definitivamente le proprie
famiglie; altri, con amarezza, si trasferirono con l'intero nucleo familiare,
inserendosi dignitosamente nel contesto sociale del paese ospitante.
Molti
nostri compaesani diedero prova di grande competenza, intelligenza e grande
capacità imprenditoriale.
Pochi
persero la vita, vittime anche del lavoro. I luzzesi che diressero le proprie
speranze verso le regioni del Nord-ltalia, attratti dal forte sviluppo
industriale, non erano solo operai, ma anche diplomati e laureati. Si è
assistito, dunque, ad un incessante esodo di energie intellettuali, che
avrebbero certamente contribuito a far crescere la nostra collettività.
Oggi
si assiste al ricomporsi dei nuclei familiari: la nostalgia del ritorno fa
crescere ogni giorno di più la speranza di rientrare nel paese natio.
Rivivere
i momenti di una gioventù troppo breve, insieme agli amici ed ai parenti ormai
invecchiati, rappresenta il desiderio più sentito anche se, purtroppo, per
tanti rimane inappagato.
Sarebbe utile ed opportuno esprimere con un segno
tangibile la riconoscenza verso tutti i luzzesi emigrati nel mondo, ricordando
anche quelli che, lontani dalla loro terra, sono scomparsi.
Essi sono vittime e protagonisti di una triste
stagione che non può essere dimenticata.
Silvio
La Marca
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