Tebe Lucana - Luzzi
La Pacchiana

Fine '800 - Foto Ottavio Alfano
Il costume della Donna di Luzzi
tratto da: Costumi popolari di Calabria nella raccolta Zerbi di Ilario Principe
Particolare è l'abito che un tempo le donne luzzesi indossavano: "la pacchiana"; esso ha infatti richiamato l'attenzione del folclorismo nazionale ed estero, è testimonianza di ciò l'inserimento del costume nei repertori folclorici di celebri musei.
Contrariamente al significato che si attribuisce oggi all'aggettivo pacchiana, l'abito era allora considerato segno di eleganza e raffinatezza.
Esso era costituito da più componenti ognuno dei quali tendeva a valorizzare la femminilità della donna luzzese, la quale dotata di florida conformazione, curava meticolosamente il suo aspetto; la pacchiana era infatti sempre adornata con oro e corallo, con scolli ricchi di ricami e merletti; i suoi capelli erano sempre ben acconciati con un particolare nastro colorato: "u ndrizzaturu" necessario per "intrecciare"i capelli, coperti poi da un fazzoletto denominato "rituortu".
L'abito è formato poi da un corpetto: "la cammisola" la quale era spesso guarnita con trine e rivolti d'oro; "la pettiglia" , un piccolo pezzo di stoffa triangolare che veniva adoperato per nascondere almeno in parte il seno, la gonna era invece denominata "cammisuottu", questa era confezionata con stoffa pregiata ed ornata da folte pieghe frange e galloni.
Oggi sono poche le donne, ormai, tutte anziane, che vestono con l'abito antico, non per questo però esso ha perso il suo pregio, al contrario è divenuto emblema del nostro passato.
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Inizi del '900 - Serafina Migaldi e Matteo Calderaro |
Anni '50 - "Cappuccini". Corteo nuziale |
1923 - Giuseppe Pingitore con la figlia Erminia ed i nipoti Oreste e Ida Bruno |
( Tratto da: "Luzzi - Fotogrammi della memoria" Associazione Culturale "Insieme per Luzzi")
Un esemplare del costume femminile luzzese, è esposto al museo civico di Rende, sala V: I costumi popolari.

Costume di velluto decorato a piccoli fiorellini , con la tipica pettiglia da balia che poteva scoprire il seno con facilità.
La
registrazione del costume di Luzzi è inserita nei celebri repertori
folkloristici nei musei: vaticano, veneziano, napoletano ecc. ecc.
Il
4 luglio 1954 il costume luzzese, indossato dalle signore Cacciatore, Marchese,
Giglio e Servello di Milano e Vercelli, ha preso parte al festival
internazionale del costume svoltosi a Varano Sesia, riportando lodi
dalla giuria e dalla stampa italiana ed estera.
Il museo de l'homme de Paris,
ha
mandato a Luzzi l'assistente Monique Russel a studiare il costume e comprarne i
modelli.
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1917 - Filippo Amoroso, Nicola Vivacqua e Maira Noce |
1917 - Serafina Calderaro e Aurelia Falbo |
Fine '800 - Michele Cilento e Teresa Caloiero |
( Tratto da: "Luzzi - Fotogrammi della memoria" Associazione Culturale "Insieme per Luzzi")
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Author: Angelo Papaianni